lunedì 16 marzo 2026

Quando l’arte incontra la memoria: il nuovo Cristo Risorto alla Chiesa del Rosario - Opera di Gabriele SPANO'

 Quando l’arte incontra la memoria: il nuovo Cristo Risorto alla Chiesa del Rosario

A Polistena la fede e la memoria della comunità si intrecciano spesso con l’arte. È accaduto ancora una volta nei giorni scorsi, quando la Parrocchia del Rosario ha accolto una nuova opera destinata a entrare nella vita spirituale della città: la statua del Cristo Risorto realizzata dall’artista polistenese Gabriele Spanò.



L’opera è stata presentata e consegnata ufficialmente alla comunità durante una celebrazione dal titolo suggestivo “Lumen ex morte – La luce della Pasqua nella nuova statua del Risorto, che ha riunito numerosi fedeli e cittadini nella Chiesa Maria SS. del Rosario di Polistena, uno dei luoghi più cari alla devozione popolare della città.

Alla celebrazione hanno preso parte il vescovo della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, mons. Giuseppe Alberti, il parroco sac. Fortunato Sciglitano e tanti fedeli che hanno voluto essere presenti a questo momento che unisce fede, arte e identità locale.



Un dono che nasce dalla memoria familiare

Nel solco della tradizione polistenese, dove spesso la devozione personale diventa patrimonio collettivo, la statua del Cristo Risorto nasce anche da una storia familiare.

L’artista ha infatti voluto dedicare l’opera alla memoria della propria nonna materna, Rosa Nasso, figura molto amata nella sua famiglia. Un gesto intimo e profondo che si trasforma così in un dono alla comunità, perché la statua è stata donata alla parrocchia per volontà dello stesso autore.



Non è raro, nella storia di Polistena, che opere sacre nascano proprio da questo intreccio tra fede personale e amore per la propria chiesa. Ed è proprio questa dimensione che rende l’arte sacra parte viva della memoria cittadina.

Una statua tra tradizione e tecnica artistica

La nuova statua del Cristo Risorto colpisce per la sua presenza scenica. Alta circa due metri, si inserisce armoniosamente nello spazio liturgico della chiesa.

L’opera è stata realizzata con una tecnica mista, che richiama antiche tradizioni artigianali del Sud Italia:

  • volto, mani e piedi sono modellati in terracotta,

  • mentre il resto del corpo è realizzato in cartapesta leccese, materiale da sempre utilizzato nell’arte sacra meridionale per la sua leggerezza e duttilità.

Il Cristo è rappresentato in posizione eretta, con una postura solenne e dinamica, segno della vittoria sulla morte e della resurrezione.

Nella mano sinistra regge una croce, simbolo universale della redenzione. Il colore nero della croce richiama simbolicamente l’abito dei frati dell’Ordine dei Predicatori, i Domenicani, la cui spiritualità è storicamente legata alla devozione del Rosario.

I segni simbolici della fede

L’opera di Spanò è ricca di dettagli simbolici che raccontano la tradizione cristiana.

Sul lato superiore sinistro del corpo è visibile una piaga a forma di pesce, antico simbolo dei primi cristiani. Il pesce richiama infatti la parola greca Ichthys, acronimo di Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore, utilizzato dai cristiani nei primi secoli come segno di riconoscimento durante le persecuzioni romane.

Il braccio destro del Cristo è invece proteso verso l’esterno nel gesto della benedizione, come a voler abbracciare simbolicamente l’intera comunità.

Particolare attenzione è stata dedicata anche allo sguardo della statua: gli occhi, realizzati in vetro e di colore verde, si ispirano allo sguardo di Cristo così come descritto nelle esperienze spirituali della mistica calabrese Natuzza Evolo, figura molto venerata nella spiritualità della regione.

Un’opera che entra nella storia della parrocchia

La statua sarà custodita e conservata nei locali della parrocchia e entrerà a far parte delle iniziative artistiche e culturali promosse dalla comunità della Chiesa del Rosario.

Per chi segue la storia e la memoria di Polistena, questi momenti rappresentano piccoli tasselli della vita cittadina: opere, gesti di devozione, celebrazioni che con il tempo diventano parte del racconto collettivo della città.

Così, accanto alle tradizioni religiose che da secoli scandiscono il calendario della comunità, anche questa nuova statua del Cristo Risorto si prepara a diventare un segno della fede e dell’identità polistenese, destinato a essere ricordato negli anni a venire.

Un’opera che nasce da un legame familiare, cresce nella devozione e trova casa nella chiesa del Rosario: un altro frammento di storia che si aggiunge alla memoria viva di Polistena. ✨

@ Carmelo PULEIO 

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