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mercoledì 2 aprile 2025

San Francesco di Paola - disegno di F. Jerace

Il disegno di Francesco Jerace raffigurante San Francesco di Paola, pubblicato nella rivista "Nosside", presenta il santo come un uomo anziano con una folta barba e il capo coperto dal tradizionale cappuccio del saio. Lo sguardo del santo è rivolto verso l'alto, esprimendo un'intensa spiritualità e devozione. Questo disegno evidenzia l'abilità di Jerace nel catturare l'essenza dei suoi soggetti attraverso dettagli realistici e un profondo senso di umanità.

San Francesco di Paola, Patrono della Calabria; Molto amato da Luigi XI, che favorì grandemente la diffusione dei Minimi in Francia. Si ammalò la domenica delle Palme del 1507 ed il giovedì santo ricevette, in chiesa il Santo Viatico. Il giorno seguente, dopo aver date le ultime raccomandazioni ai suoi discepoli, spirò. Era il 2 aprile 1507 e contava 91 anni. Dice il Breviario romano che il suo corpo, rimasto per 11 giorni insepolto, emanava un profumo celeste.
Il “miracolo” più famoso è quello noto come l’attraversamento dello Stretto di Messina sul suo mantello steso, dopo che il barcaiolo Pietro Coloso si era rifiutato di traghettare gratuitamente lui ed alcuni seguaci, che ha contribuito a determinarne la “nomina” a patrono della gente di mare d’Italia. Tutta la Calabria oggi celebra il santo Paolano.


martedì 1 aprile 2025

L'Ala della Vittoria - Museo nazionale Palazzo Venezia - Roma

 L'opera di Vincenzo Jerace, intitolata "L'ala della Vittoria", rappresenta un momento significativo in cui l'artista presenta al Duce, a Palazzo Chigi, il suo busto monumentale in bronzo "L'ala della vittoria". Realizzata tra il 1926 e il 1927, quest'opera non solo ritrae Jerace stesso, ma simboleggia anche un periodo storico particolare in Italia, caratterizzato dal regime fascista.


Il busto "L'ala della vittoria" è un'opera che esprime il trionfo e la grandezza, tipica della retorica del tempo. La scultura è caratterizzata da un forte senso di monumentalità e da dettagli che riflettono la maestria di Jerace nel lavorare il bronzo.

Attualmente, l'opera si trova presso il Museo Nazionale del Palazzo di Venezia a Roma, dove è possibile ammirarla insieme ad altre opere significative dell'arte italiana.


@ Carmelo Puleio

venerdì 28 marzo 2025

La donazione Jerace al Duomo di Vibo Valentia

 ​Francesco Jerace, rinomato scultore calabrese dell'Ottocento, è noto per aver realizzato numerose opere monumentali e ritratti. Sebbene non vi siano informazioni dettagliate sulle specifiche opere da lui donate al Duomo di Santa Maria Maggiore e San Leoluca di Vibo Valentia, si sa che alcune delle sue creazioni sono esposte nel Museo dell'Arte Sacra annesso al Duomo. Questo museo ospita una collezione di circa 150 pezzi, tra cui opere provenienti dal Duomo stesso e da donazioni private. Tra le opere di particolare interesse vi sono una "Madonna col Bambino", un "San Luca", alcune statue in marmo di Antonello Gagini, 10 statuine in bronzo dorato di Cosimo Fanzago, 5 plastici di Francesco Jerace e un dipinto di scuola senese del 1508 raffigurante Santa Caterina. Il museo conserva anche paramenti sacri e argenti.






Carmelo Puleio @ Copryright 

giovedì 27 marzo 2025

Pescatorello con rete - bronzo G. Renda

Una deliziosa statua in bronzo delle dimensioni di cm. 33 di altezza rappresenta un giovane pescatore con la rete denominato: PESCATORELLO 

Giuseppe Renda (1859-1939) è stato uno scultore italiano noto per le sue opere in bronzo che ritraggono scene di vita quotidiana e personaggi popolari. Una delle sue sculture più celebri è il Pescatorello, che rappresenta un giovane pescatore intento a lanciare la rete.

Questa scultura è stata realizzata in diverse dimensioni e varianti. Ad esempio, una versione alta 33,5 cm è stata venduta all'asta da Christie's, firmata "G. RENDA" e con timbro della fonderia Laganà di Napoli.


 L'opera Pescatorello con la rete di Giuseppe Renda è una raffinata statua in bronzo, alta 33 cm, che raffigura un giovane pescatore in un momento di pausa o di contemplazione. La scultura esprime con grazia e naturalezza la semplicità della vita quotidiana e il legame del ragazzo con il mare, temi cari all’artista calabrese.

Il giovane pescatore è rappresentato con una postura dinamica ma armoniosa: il corpo snello e proporzionato suggerisce agilità e freschezza giovanile, mentre la rete che regge tra le mani simboleggia il suo mestiere e la fatica del lavoro quotidiano. Il volto, probabilmente scolpito con espressione serena o concentrata, aggiunge un tocco di realismo e umanità alla composizione.

Giuseppe Renda, noto per la sua capacità di combinare eleganza formale e sensibilità narrativa, ha realizzato questa scultura con grande attenzione ai dettagli anatomici e tessiturali, sfruttando la duttilità del bronzo per rendere le pieghe della rete e i tratti morbidi della figura. L’opera si inserisce nella tradizione della scultura realista di fine Ottocento e inizio Novecento, con richiami alla scuola verista.

Nel Pescatorello con la rete, la poetica di Renda si manifesta nella celebrazione della vita semplice e del lavoro umile, unendo grazia estetica e profondità emotiva.

Carmelo PULEIO @ Copyright 




mercoledì 26 marzo 2025

Maialina in bronzo - Opera di Vincenzo Luisa JERACE

Vincenzo Jerace, fratello del più noto Francesco Jerace, ha partecipato a numerose esposizioni artistiche, tra cui la Prima Esposizione Internazionale d'Arte della Città di Venezia nel 1895, dove ha presentato opere come "Fauna" e "Majalina" (bronzo).


                                          "Vincenzo Jerace - Maialino" bronzo dorato, cm 14 x 27 x 23

Vincenzo Jerace nacque a Polistena, in provincia di Reggio Calabria, nel 1862. Si specializzò subito nella scultura, prediligendo uno stile verista e in particolar modo temi decorativi del genere animali.
Negli anni '80 la sua produzione sconfina inevitabilmente nelle arti applicate, soprattutto quando si dedica alla creazione di animali decorativi.
Durante un soggiorno a Londra, incontrò il linguaggio simbolista e preraffaellita e cominciò a lavorare in particolare sui misteri e le forme insolite dei radiolari, protozoi che si prestavano perfettamente alla decorazione Art Nouveau di vasi, balaustre e corrimano.
Verso la fine del secolo, il successo dello scultore raggiunse l'apice, coronato dalla sua presenza alla Biennale di Venezia del 1895 con Fauna, Radiolaria, quattro disegni a sanguigna e un Porcellino in bronzo, che espose nuovamente all'Esposizione degli Amatori e dei Coltivatori di Roma nel 1896 e all'Esposizione di San Pietroburgo nel 1898. Scultura giocosa e tenera, eseguita da Jerace in diverse varianti, tra cui una in bronzo dorato, è stata letta come un "capolavoro dell'umorismo" su cui "lo stesso Fremiet avrebbe messo il suo nome". 
 Carmelo PULEIO @ Copyright 

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