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mercoledì 8 maggio 2019

Bozzetto testa del guerriero Brutio - Opera di Francesco Jerace

Bozzetto della testa del  Guerriero Bruzio Opera di Francesco Jerace 1928 e, di quest’ultimo, in particolare, la posa genuflessa, l’appoggiarsi con il braccio destro alla colonna del vincitore mentre con la sinistra sembra proteggersi il capo sotto lo scudo. Purtroppo la documentazione, fin qui rintracciata, non ci aiuta a chiarire i motivi del modificarsi dell’idea originaria, quali vicende, quindi o riflessioni personali abbiano influito in maniera così significativa nel processo di elaborazione artistica e concettuale. 
A un momento successivo, e vicino ormai, probabilmente,alla stesura definitiva può, invece, collocarsi il bozzetto in terracotta raffigurante il volto del Guerriero , conservato nella raccolta donata
da Alfonso Frangipane all’Istituto Statale d’Arte “Mattia Preti” ed esposto alla VI Biennale d’Arte reggina del 1928

martedì 9 aprile 2019

Medaglione dedicato al Conte Felix Sobanski - Opera dello scultore Polistenese F. Jerace

Un bellissimo medaglione marmoreo di altissima qualità, modulato sul tipo di ritratto, è stato realizzato dallo scultore Francesco Jerace dedicato al Conte Felix Sobanski
medaglione dedicato a Felix Sobanski - F Jerace 
- medaglione fanzaghiano che il Jerace ha avuto modo di incontrare a Napoli, Felix Sobanski (1833 - 1913) era un conte originario della Podolia una regione dell'Ucraina è stato anch'esso uno dei committenti del gruppo di marmo raffiguranti la Conversione di Sant'Agostino e l'educazione della Vergine a Varsavia in Polonia al Conte Sobanski l'Artista Polistenese dedica diversi ritratti, come il busto in gesso.

Busto di Giorgio Arcoleo - Opera dello Scultore Francesco Jerace - 1916


Il busto del giurista di origine catanese è in buona parte danneggiato dal tempo. A mo' di cintura, è inserita l'iscrizione del nome G.ARCOLEO con le date di nascita e morte (1850-1914), anche se la data di nascita corretta è del 1848.
Giorgio Arcoleo - Opera di Francesco Jerace 1916

Giorgio Arcoleo (Caltagirone, 15 agosto 1848 – Napoli, 7 luglio 1914) è stato un giurista e politico italiano.
Formatosi a Napoli in Giurisprudenza, si distinse inizialmente come letterato tra gli allievi di Francesco De Sanctis. A partire dal 1877 pubblicò una serie di monografie di diritto pubblico e costituzionale che gli consentirono di ottenere la cattedra di Diritto Costituzionale presso l'Università di Napoli (nella cui storica sede gli è stata dedicata un'aula).

Eletto deputato per la prima volta nel 1885 nel collegio di Caltagirone, assunse anche incarichi di governo, prima come sottosegretario all'Agricoltura e commercio nel 1891, alle Finanze nel 1896 e poi agli Interni nel 1898.

Monumento dedicato all'Ing. Alfredo Cottrau - opera F. Jerace 1873

Nella Villa Comunale di Napoli vi è posto il Monumento realizzato da Francesco Jerace, si tratta del busto di Alfredo Cottrau, ingegnere progettista e dirigente d'impresa di origine napoletana, si costruisce in gioventù una seria formazione tecnica ed empirica.
Ing. Alfredo Cottrau - Opera F. Jerace 1873
Dopo il 1861 dirige a Torino i lavori per il traforo del Moncenisio; dal 1873 la sua attività è¨ legata all'Impresa industriale italiana di costruzioni metalliche e alla costruzione di ponti in ferro e linee ferroviarie.
Fu uno dei maggiori progettisti di strutture in ferro per le stazioni e ponti ferroviari a traliccio, nonché di opere di alta ingegneria in ferro.

Padre Girolamo Marafioti -terracotta F. Jerace 1871

Abbiamo trovato una deliziosa opera in terracotta risalente al 1871 senza sapere esattamente dove sia l'ubicazione della stessa, si tratta del busto di Padre Girolamo Marafioti opera di Francesco Jerace terracotta 1871
Padre Girolamo Marafioti - F. Jerace 

Girolamo Marafioti (Polistena, 1567 – dopo il 1626) è stato un umanista, storico e presbitero italiano. Le notizie biografiche su di lui sono molto scarse e desunte per lo più dalle sue opere o da una storia ottocentesca della sua città natale.
Sacerdote appartenente all'Ordine dei Frati Minori, il Marafioti si prefisse il compito di continuare la storia della Calabria dell'umanista Gabriele Barrio. La prima edizione di quell'opera, infatti, si era rivelata talmente piena di errori e di lacune che lo stesso Barrio aveva tentato di emendarla in vista di una seconda edizione, ma ne era stato impedito dalla morte, avvenuta attorno al 1577. Intenzione, parzialmente disattesa, del padre francescano era inoltre quella di ricordare le vite i santi calabresi, specialmente coloro di cui si era persa la memoria. Le Croniche et antichità di Calabria, in cinque libri, venne edita una prima volta a Napoli nel 1596 mentre una seconda versione accresciuta e corretta venne edita a Padova nel 1601

La critica impressionata definì "vivo" nelle cui sembianze per l'espressione ed i tratti somatici del Padre Girolamo Marafioti è il periodo dell'immaginario quello del pensiero particolarmente molto intimo del suo grande maestro Stanislao Lista maestro di molti giovani scultori.

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